Chi siamo

Mondolibro è stato fondato da Maria Grazia Greco  nel 1998 come agenzia letteraria, ma la sua attività si è andata sempre più configurando nel corso del tempo (e soprattutto in questi ultimi anni) nel segno del valore della Scrittura intesa non come attività dilettantistica e autoreferenziale, ma della scrittura  come Valore. Valore della Scrittura propria  e parallelamente della Scrittura altrui, in sostanza della Scrittura e della lettura come veicoli privilegiati  per la riflessione critica e per  l’impegno civile che da esse possono conseguire..
Quattordici anni sono tanti, per un’organizzazione culturale come  la nostra, ma sono un battito di ciglia a fronte del corso della storia. E a fronte soprattutto di questi ultimi  anni, che hanno visto cambiamenti veramente epocali: dalla ormai consolidata globalizzazione, che ha di fatto diviso il mondo in due (l’Occidente opulento e il Terzo Mondo, ovvero i Paesi perennemente “in via di sviluppo”…) ai cambiamenti climatici che mettono a serio rischio l’ambiente in cui viviamo. E poi l’11 settembre 2001, con le sue conseguenze disastrose che il corso dell’ultimo decennio sta di fatto  perpetuando:
– il consolidamento del  ‘nuovo e più autentico  fascismo’ invalso con la globalizzazione e con la società consumistica;
– la ‘mutazione antropologica’  nel segno del consumismo  che Pier Paolo Pasolini aveva già intuito e denunciato fina dagli anni ’60 del secolo scorso,
– l’accentuarsi di un’altra divisione del mondo tra un Occidente depositario della cosiddetta “civiltà” e un Islam spesso troppo facilmente (e troppo superficialmente) bollato come  arretrato e oscurantista,
– il permanere di uno stato di guerra costante in molte parti del mondo,
– l’inasprirsi di conflitti già in atto sullo scenario politico mondiale,
– l’inizio di nuove guerre,  magari sotto il segno della “civiltà” e della “democrazia” da esportare e mantenere a suon di bombe nei paesi che ancora, secondo noi, non conoscono la nostra “civiltà” e la nostra “democrazia”. Ma che purtroppo conoscono molto bene le bombe che dovrebbero portargliele… Strano però che l’interesse “umanitario”, dell’Occidente, modello e esportatore di “civiltà”,  non si rivolga mai ai  conflitti annosi e interminabili che da decenni insanguinano e logorano le zone più povere del mondo. Si rivolge invece sempre e puntualmente là dove ricadono interessi economici e strategici dell’Occidente faro di “civiltà”.
– le “missioni di pace” sotto il controllo della NATO che, proprio nelle   zone prescelte, valgono a mantenere  una sorta di stato di guerra permanente che ,  con il suo portato di attentati e di  azioni terroristiche, ma anche di ‘obiettivi errati’ e di  ‘fuoco amico, continuano a  mietere vittime soprattutto tra la popolazione civile.Avvenimenti epocali, tragedie collettive, drammi personali  di fronte a cui le nostre coscienze restano sbigottite. E di fronte a cui ci si sente completamente impotenti, completamente privati come siamo della pur minima possibilità di incidere sul corso impazzito della storia. Non soggetti, quindi,  ma oggetti. Semplicemente oggetti.

Una domanda sorge allora, spontanea e amara: non ci resta che assistere passivi a tutto questo? Ma davvero  non c’è proprio niente che  possiamo fare?

La risposta pare scontata. Perché troppo alta è la posta in gioco.  Sono troppi gli interessi dei padroni del mondo, troppi i giochi di potere in atto, troppi i profitti e i tornaconto che i padroni del mondo non accetterebbero mai di perdere. Non importa se il prezzo di tutto ciò da troppo tempo ormai si sta pagando in vite umane. Penso alla ex Yugoslavia, alle guerre infinite in Africa, ai genocidi, alle pulizie etniche, ai Territori occupati, all’Afganistan, all’Iraq, alla Siria. Tanto per citare solo le situazioni di cui i nostri mass media ci fanno arrivare notizie, più o meno pilotate.
Eppure io credo che ognuno di noi possa dare un suo contributo.

Non è solo una trovata promozionale il nostro motto:
Il valore della Scrittura – La scrittura come Valore.

Sì, perché io credo fermamente che la Scrittura, nel senso più alto del termine, abbia potenzialità non indifferenti: scrivendo noi possiamo proporre problematiche, approfondirle, farle conoscere, creare opportunità di consapevolezza, di coscienza civile, di dibattito. Penso alla letteratura ‘militante’ di Emile Zola, penso all’opera ineguagliabile di Pier Paolo Pasolini, tanto per fare solo due nomi esemplari.

Sono questi i fari che dovrebbero illuminare il percorso di ognuno di noi, sono questi i modelli a cui dobbiamo guardare noi che  scriviamo. Perché la Scrittura non può e non deve essere disgiunta dall’impegno civile. Anzi, deve esserne strumento e veicolo.
Importante in quest’ottica è quindi richiamare l’attenzione anche e soprattutto su quei temi di cui i poteri forti si appropriano o che  lasciano volutamente a margine per distogliere una potenziale  attenzione che potrebbe diventare proprio quella consapevolezza civile e quella coscienza critica che essi più temono. E’ necessario quindi non lasciarsi sfuggire queste opportunità di riflessione e di crescita. Dobbiamo continuare a proporre problematiche, ad  approfondirle, a farle conoscere. Dobbiamo continuare a creare opportunità di consapevolezza, di coscienza civile, di dibattito.