Motivazioni finali XVIII Ed. Premio Letterario

x manifesto premio xviii ed


 

 



Premio Mondolibro –XVIII ed.
Sez A – Narrativa inedita

1° classificato

Logica stringente

di Pietro Rainero

Un giovane matematico russo, che dovrà escogitare la maniera di recuperare un oggetto sulla luna, di superare una prova per conquistare una principessa e che, in ultimo, affronterà con il famoso antropologo Bronislaw Malinowski una missione etnografica di “osservazione partecipante” presso gli Ubuntu Ubuntu dell’isola Kiriwina (Trobriand).
Oscuri impiegati di uffici, la musa Calliope, atlete di mezzofondo o ancora campioni di quiz televisivi.

Questi i protagonisti delle nove storie che compongono questa silloge, raccontate, quasi in forma di favola, da una voce narrante ‘esterna’.

La Logica ne è il filo conduttore: la narrazione affronta infatti quesiti di logica o comunque si risolve nel trarre le conseguenze di ragionamenti logici.

Il tono è discorsivo, garbatamente ironico, talvolta anche divertente.

La ‘leggerezza’ dello stile, piano e scorrevole, fa efficace pendant con i contenuti abbastanza impegnativi , qualche volta anche un po’ difficili, del testo.



Premio Mondolibro –XVIII ed.
Sez A – Narrativa inedita

2° classificato

Una domenica di tanti anni fa e altre visioni

di Alessandro Corrado Baila

Silloge di racconti brevi, che percorrono con sguardo disincantato, sarcasmo, ironia talvolta feroce, ma anche con slancio a tratti poetico, un possibile campionario della vita quotidiana così come si è affermata e consolidata nell’ordinario, nella normalità della società capitalistica e globalizzata.

Ecco allora scorrere davanti al lettore il grigiore sonnolento dei riti famigliari, come “il classico e ridondante pranzo domenicale” o il “tran tran di abitudine e shopping”, “la cloaca dello spirito” dei quiz televisivi, l’invadenza dell’ “information technology” e la deformazione intellettuale che può derivarne a chi ne diventa dipendente.

Lo stile, diretto essenziale e spesso graffiante, risulta molto efficace a valorizzare i contenuti di questa raccolta.



Premio Mondolibro –XVIII ed.
Sez A – Narrativa inedita

3° classificato

Schegge di memoria: luci e ombre

di Emilio Labianca

Memorie riferite non in forma di diario, bensì attraverso la narrazione svolta con stile curato e scorrevole, di situazioni che si inanellano alternandosi a momenti di analisi introspettiva di taglio esistenziale.

Un elaborato e interessante percorso di analisi interiore, che si intreccia e si dipana attraverso la considerazione di tematiche politico-sociali, proponendo al lettore una vicenda che non si esaurisce sul piano strettamente personale ma che, attraverso l’interiorità, rimanda al piano delle vicende di interesse generale ed epocale che a questa fanno da sfondo e che in essa trovano un punto di equilibrio e di armonia.

Premio Mondolibro –XVIII ed.
Sez B – Narrativa edita

1° classificato

Lontano dal sole

di Paolo Miscia

Non un romanzo sul carcere, ma un romanzo sulla condizione dell’essere umano ristretto in un’istituzione totale come è appunto il carcere.

L’Autore pone al centro della riflessione i pensieri, i sentimenti, gli stati d’animo di persone in stato di detenzione, persone appunto “lontane dal sole”.
Una condizione che non si esaurisce nella detenzione tout court, ma che rimanda anche alle condizioni di miseria ed emarginazione che denotano ab origine non poca parte delle persone che popolano le carceri.

L’Autore spinge però lo sguardo al di là delle sbarre e prende in esame gli effetti che la condizione detentiva produce anche sui sentimenti e sulle condizioni di vita di coloro che, legati affettivamente al recluso, sono ‘fuori’. Ma sofferma soprattutto il suo sguardo, in modo mai retorico né tanto meno pietistico, sulla “prigionia senza detenzione” delle donne legate ai reclusi, compagne mogli o fidanzate che siano.
Un romanzo potente per contenuti, che si vale di uno stile diretto, scevro da toni patetici, come pure scontatamente pietistici, restituendo al lettore il richiamo alla necessità di una riflessione profonda su un problema che riguarda l’intera società civile e che, in particolare per lo stato italiano, propone un severo richiamo all’art. 27 della Costituzione: “[…] Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.”

Premio Mondolibro –XVIII ed.
Sez B – Narrativa edita

2° classificato

Viaggi vicini e lontani

di Loredana Faletti

Sono racconti sospesi tra immaginazione e realtà, protesi a prefigurare situazioni che un progresso a misura umana potrebbe proporre in un futuro non ancora definito ma auspicabile. Viaggi interplanetari, viaggi nell’interiorità di un ‘altro’, diverso solo dal punto di vista morfologico ed esteriore, ma uguale nei sentimenti e nelle vibrazioni interiori.

Viaggi vicini e lontani, appunto. Tanto più vicini pur nella lontananza spaziale di mondi e di esseri accomunati dalla stessa voglia di conoscere l’altro, di riconoscersi nell’altro sul piano delle aspirazioni e delle aspettative. E soprattutto nella possibilità di contare su un minimo comune denominatore che può aprire alla comunicazione e alla comprensione reciproca.

Mondi diversi, ma tanto più vicini nella ricerca che può determinare e animare l’incontro di realtà che restano estranee solo fin quando non si profila l’agnizione derivata dall’incontrarsi e dal riconoscersi.

Viaggi vicini e lontani, raccontati con prosa raffinata, sapiente, spesso poetica.

Premio Mondolibro –XVIII ed.
Sez B – Narrativa edita

3° classificato

La chiave

di Mariagrazia Giuliani

Un romanzo storico che, attraverso un accurato lavoro di documentazione storiografica, ricostruisce l’ambiente della Napoli medievale ai tempi della regina Giovanna II (1414- 1435). Misteri, intrighi e tradimenti che si intrecciano e che, tra ragion di stato e ragioni del sentimento, procedono parallelamente al dramma e alle pene d’amore della potente regina e della sua umile e fedele favorita Maruzzella.

Un intreccio complesso, che l’Autrice ha la capacità di sviluppare in modo armonico ed equilibrato mostrando buone capacità descrittive e valendosi per di più di un uso molto appropriato ed efficace della strutturazione dei dialoghi.

La rivolta popolare che conclude la vicenda assume una dimensione di attualità nell’esortazione al popolo, napoletano e non solo, a ritrovare “l’amore per la propria terra e il coraggio di combattere per la propria dignità”.

Premio Mondolibro –XVIII ed.
Sez F – Autobiografia

Premio assoluto a :

La cicogna ha sbagliato casa

di Monia Bergamo –

“Secondo un’indagine svolta nel 2008, nel 13% delle donne la depressione post-partum insorge nelle prime settimane dopo il parto, mentre il 14% ha la depressione post partum nei primi tre mesi e il 20% delle madri ha una depressione puerperale nel primo anno dopo il parto. Sono dati allarmanti. Questa patologia può aggravarsi se non viene curata. E’ importante quindi agire subito, attraverso l’aiuto di medici competenti, psicoterapeuti e una buona rete familiare e amicale.”

“Tutti mi ripetevano fino allo sfinimento che quello che stavo vivendo sarebbe passato, ma io non ci credevo.
[…] Questa è la mia storia, ma non solo: è anche la storia di mio marito, delle mie bambine. Quello che mi è accaduto ha coinvolto tutti. La mia storia di depressione post-partum l’ho affrontata con tenacia e forza di volontà. Ho avuto il coraggio di non nascondermi e di lottare per guarire. Ho avuto la fortuna di essere circondata da tante persone positive che hanno tifato per me, accettandomi e volendomi bene così come ero diventata. Ho percorso la mia strada, tra crisi continue e ricadute, consapevole che questo periodo di sofferenza della mia vita avrebbe portato alla rinascita di me stessa e alla scoperta delle mie risorse e potenzialità che mi hanno cambiata come donna. Un viaggio interiore, il mio, che mi ha fatto attraversare la depressione post-partum con coraggio e umiltà.
Spero che questo mio libro possa aiutarvi, amiche care, a ritrovare la vostra strada.”

Il racconto autobiografico di Monia Bergamo, particolarmente toccante e coinvolgente, ha il pregio di non risolversi -come talvolta accade nelle opere di questo genere letterario- in un autobiografismo esplicato attraverso il racconto puntuale della storia di una vita che, per qualche particolare ragione, si discosta dalla normalità dell’esistenza ordinaria.
Il racconto di Monia Bergamo è straordinario perché è animato dalla ferma e consapevole volontà di attirare l’attenzione su un problema di cui si parla poco, anzi, di cui non si parla, per vergogna, per pudore, per il senso di inadeguatezza che è sempre in agguato in casi come questi.
Un racconto intimo, che non è assolutamente autoreferenziale ma che, al contrario, vuole essere una voce di solidarietà, una mano tesa verso tutte coloro che vivono l’inferno interiore (e non solo) della patologia che si definisce “depressione post-partum”.
Un racconto toccante, che ha come linfa il coraggio dell’Autrice di esporsi senza remore e senza riserve, mettendo in gioco i recessi più intimi del suo essere donna e madre nella prospettiva di poter essere utile ad affrontare e lenire una sofferenza taciuta ma devastante, che solo chi ha provato può comprendere e può raccontare.

Premio Mondolibro –XVIII ed.
Sez D – Poesia edita

1° classificato
I confini li fa la mente
di Laura Capitini

Una ricerca stilistica esemplare che, scevra da preziosismi linguistici e di retorica, si vale di soluzioni capaci di indicare un percorso poetico costantemente teso verso l’elevazione spirituale, dove l’espressione si fa sempre più alta e curata man mano che l’Autrice procede a scandagliare gli anfratti più segreti dell’animo.
Molteplici sono i gradi e gli aspetti di questa ricerca che, sempre sospesa tra luci e ombre, procede decisa nel suo tendere costantemente alla luce, nel suo rifuggire le tenebre dell’ordinaria mediocrità del sopravvivere. Solo così le azioni ordinarie del quotidiano possono diventare ‘gesti esistenziali’, solo così il sentimento della Natura può essere vissuto come una sorta di ‘panismo attivo’.
Poesia immediata e coinvolgente, che non conosce la dimensione dei sentimenti esasperati, che assume come indicatore la dimensione del vivere e sentire quotidiano fatto di cose piccole eppure grandi nel loro moto minuto ma martellante e perenne di vita, nel loro poter essere paradossalmente confini che, proprio nella misura in cui sono fatti dalla mente, possono aprire all’interiorità umana una prospettiva che può superare quei confini nella tensione costante verso la luce dell’infinito

Premio Mondolibro –XVIII ed.
Sez D – Poesia edita

2° classificato

Tredici – confessione poetica

di Raffaele Giannantonio

Una poesia che sa dare voce alle istanze esistenziali che la società attuale, veloce di sviluppo e privata di progresso, fa sorgere negli animi più sensibili e speculativi.
Il Poeta sa ritrovare e fare propri i toni delicati spesso struggenti del ricordo, della memoria, lo sguardo incantato del fanciullo di pascoliana memoria.
Ma anche il richiamo a una solidarietà che la nostra epoca, egoista e distratta, troppo spesso non sa vedere e dimentica nell’esercizio di un individualismo alienante, della rincorsa alla quantificazione del tutto, dello sprofondamento nell’omologazione globale.
Un mondo poetico assecondato da un linguaggio che rifugge i preziosismi retorici, che sa valorizzare al massimo le parole semplici, che non di rado sembra restituire echi della poesia di Pascoli, Penna, Pavese.

Premio Mondolibro –XVIII ed.
Sez D – Poesia edita

3° classificato

Detriti necessari

di Virgilio Atz

Discorsi intensi, talvolta surreali, che sovvertono i tratti ordinari del quotidiano. Discorsi compiuti, ma anche talvolta accennati, frantumati, che trovano significato proprio in quest’opera di montaggio e smontaggio, restituendone al lettore non residui, non materiali di risulta ma appunto detriti necessari.
Discorsi che rimangono non di rado sospesi in un’aura di indeterminatezza, che pure non ne nasconde i contorni di significato.
Nell’uso del verso libero, che non ricerca espressamente combinazioni di assonanze/dissonanze, che non persegue giochi retorici di allitterazioni e discordanze, prevale il ricorso alla parola nel suo senso proprio, non metaforico, non figurato, capace di immediatezza emotiva.

Premio Mondolibro – XVIII ed.

SEZ SPECIALE

“Chi scappa coi barconi non cerca soldi o lavoro, ma solo un modo per non morire. Donne uomini bambini che non possiamo respingere con muri di filo spinato, con la nostra insofferenza, con la nostra indifferenza . Donne uomini bambini che hanno diritto di vivere con dignità”

Premio assoluto a :
La strana storia della murata di Via degli Armeni
di Barbara Beneforti

Questo premio assoluto che la Giuria ha deciso di assegnare a La strana storia della murata di Via degli Armeni di Barbara Beneforti trova la sua profonda motivazione nella particolarità di questa opera, che è sì opera letteraria di alto valore narrativo, documentale e critico, ma che è al contempo resoconto dell’operato concreto e fattivo di persone che si sono impegnate e che continuano a impegnarsi ogni giorno perché l’accoglienza e il senso di umanità possano essere per noi cifra costante di fronte alla tragedia che da molti anni ormai sottende molti, troppi arrivi nei nostri ricchi paesi. Senso di umanità che è senso di fraternità e che deve tradursi in un’accoglienza tanto più importante e fondamentale in un momento come quello che stiamo vivendo: il momento delle barriere di filo spinato, dei muri, delle chiusure in senso proprio che attualizzano la chiusura tout court nei confronti delle migliaia e migliaia di persone che mettono in gioco le proprie vite e quelle dei loro bambini per cercare, ancor prima che una vita migliore, un modo per non morire. In questi momenti soprattutto deve risuonare alto il monito “Maledetto chi non geme dello scempio dei fratelli”, che Filippo Turati lanciò nel lontano 1898. Ma che oggi più che mai brucia di attualità.