Il Risorgimento

17 marzo 1861 – L’Unità d’Italia
Dobbiamo ricominciare. Ancora ricominciare. Ricominciare da Mazzini, da Garibaldi e dalla loro visione d’Italia. Visione che venne rifiutata e ricacciata in un esilio perenne dall’Italia piemontesizzata e opportunistica di Cavour e Vittorio Emanuele II. Ricominciare da Pisacane, Mameli, Filopanti, Saffi, Costa e altri nomi preziosi poi fusi insieme con coloro che fecero un’Unità d’Italia ben lontana dai valori risorgimentali. Una marmellata pseudostorica che segnerà l’ignoranza perenne degli italiani. Dobbiamo ricominciare, 151 anni dopo il 17 marzo del 1861, dall’Italia pensata e agognata nella Repubblica Romana del 1849 o nella Repubblica di Venezia del 1848/49. O dall’idea di Repubblica  sognata dai migliori uomini della Resistenza dal 1943 e della Costituente del 1946 e che, pian piano, saranno emarginati, accantonati. Ricominciare da quando Repubblica significava qualcosa di vero, concretamente vitale e Unità d’Italia era una speranza che faceva allargare i cuori. Dobbiamo ricominciare, tutti. Ri-formarci, ri-pensarci come cittadini, come persone singole e come collettività. C’è tutto il materiale di pensiero e valori che occorre, che ci giunge dal Risorgimento e dalla Resistenza. C’è tutto, già tutto. Dobbiamo solo conoscerlo, farne nutrimento continuo, renderlo indicazione per le nostre scelte quotidiane e sostegno per la vita difficile che attende chi non accetta come l’Italia di oggi è configurata.

20 settembre 1870 – la breccia di Porta Pia Un evento che pose fine apparentemente al potere temporale dei Papi e consegnò Roma al neonato stato italiano. Una ricorrenza che occorre ricordare per impegnarci per la laicità dello Stato
Antonio Di Pierro,
L’ULTIMO GIORNO DEL PAPA RE
Roma, 20 settembre 1870. Il generale Cadorna ordina il bombardamento delle mura pontificie in un punto vicino a Porta Pia: pochi minuti e si forma una breccia, attraverso la quale l’esercito italiano può entrare nella città che da più di un millennio è sotto il potere assoluto della Chiesa cattolica. Un evento che corona la lotta per l’unificazione e l’indipendenza d’Italia, ma apre anche una serie di problemi e questioni che rimarranno a lungo a condizionare la vita, non solo politica, del popolo italiano. Poco rilevante dal punto di vista militare, data la decisione papale di non opporre che una resistenza simbolica all’invasione, la breccia di Porta Pia rimane uno dei momenti fondamentali della storia d’Italia e di Roma. Antonio Di Pierro, dopo il successo della sua cronaca del sacco di Roma del 1527, torna a raccontare una giornata di monumentale valore storico, in cui la città eterna si trovò ancora una volta a essere il teatro in cui andava in scena la Storia.

AA.VV.,  Donne del Risorgimento
ed. Il Mulino 2011,

Quando si parla del Risorgimento le donne dove sono? La memoria di quelle, non poche, che lo animarono è pressoché cancellata. Eppure si trattò spesso di figure di grande notorietà, poi celebrate da statue e lapidi. Questo volume presenta al lettore alcune di queste protagoniste dimenticate: in quattordici capitoli di taglio narrativo, le autrici ricostruiscono il profilo biografico e l’azione di altrettante donne, da Georgina Saffi a Giara Maffei, da Sara Nathan ad Anita Garibaldi, dalla nobile Cristina di Belgioioso alla capraia palermitana Teresa “Testa di lana”. Rileggendo insieme la vita di lavandaie e giornaliste, aristocratiche e massaie, italiane e inglesi, il libro riconosce in queste “donne del Risorgimento” anche una comune disposizione in certo senso protofemminista che le portò volta a volta a impegnarsi in battaglie sociali, a lottare contro la prostituzione, a prendere le armi vestite da uomini, accanto agli uomini. Questo prezioso volume racconta, quindi,  il periodo risorgimentale visto “dalla parte delle donne”. Una galleria di personaggi femminili che, in modi diversi, hanno contribuito a scrivere pagine di quel lungo, faticoso, controverso periodo che portò all’unità d’Italia. Emergono figure straordinarie che hanno saputo trasformare il loro tranquillo quotidiano in lotta, mettendo in pericolo le loro esistenze e i loro affetti per un futuro che non poteva offrire certezze. La nostra associazione ha dedicato e dedicherà incontri su queste straordinarie storie ingiustamente dimenticate.