Contributi di ricerca

Gli atti del Convegno “Pier Paolo Pasolini – Una morale eretica” sono  stati  pubblicati nel mese di giugno 2013 a cura di Mondolibro e Gruppo Laico di Ricerca e sono disponibili per tutti coloro che fossero interessati ad acquisirli.

Per informazioni e prenotazioni

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Il 24 giugno 2012 il quotidiano “Trentino”  ha dato ampio risalto al riconoscimento attribuito allo studioso rivano  Aldo Riccadonna che,  con il saggio “Briciole scettiche del XX secolo”,  si è aggiudicato  il premio assoluto per la Sezione speciale  della XIV edizione del Premio Letterario Internazionale “Mondolibro”, intitolata  “Eredità e attualità di Pier Paolo Pasolini, uomo artista profeta laico”.  http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2012/06/24/news/aldo-riccadonna-vince-il-premio-mondolibro-a-roma-1.5313884

Nell’articolo del quotidiano “Trentino”  viene  riportata integralmente la motivazione a questo premio speciale attribuita da Maria Grazia Greco, in qualità di presidente della giuria: “Non siamo di fronte a una pregevole opera saggistica sulla poliedrica personalità di Pier Paolo Pasolini, poeta narratore regista polemista. Siamo di fronte a ben altro: un vero e proprio testo filosofico, un distillato di pensieri di alcuni esponenti di spicco della cultura del XX secolo, tra cui Pier Paolo Pasolini è a pieno titolo annoverato e di cui Pasolini è in un certo senso considerato sintesi estrema in virtù di una delle sue più geniali intuizioni: le definizione (e connotazione) che egli dà del ‘900 come nuova era della ‘mutazione antropologica’ determinata dall’impostazione dei nuovi valori omologanti del consumo. L’autore sviscera ciò che Pasolini stesso intuisce e più volte dichiara riferendosi al ‘900: ‘nuova era dell’umanità’ che dà inizio al neocapitalismo illuministico e socialdemocratico; vale a dire l’epoca dell’alienazione industriale, percorsa da ‘un’ondata di conformismo’, con tutte le sue devastanti conseguenze. In questa sua opera Aldo Riccadonna assume Pasolini come interprete assoluto del Novecento italiano e lo rende coordinata fondamentale di una speculazione filosofica di taglio trasversale, in cui Pier Paolo Pasolini viene accostato a pensatori del calibro dello scrittore-filosofo Musil, di Jorge Luis Borges, scrittore emblematico del fantastico e dell’immaginario; ma anche di Marcel Proust, l’autore forse più amato da fenomenologi e psicoanalisti; nonché dell’epistemologo Paul Feyerabend.”

Aldo Riccadonna parteciperà con una sua relazione al convegno su Pasolini  che si terrà a Roma  nel mese di novembre (22-23 novembre 2012,  Palazzo della Provincia di Roma, Sala Peppino Impastato )

Sergio Anelli – L’assassinio lento di Pasolini

Ed. Aragno 2011

Sergio Anelli scrive un’opera fondamentale sul caso Pasolini e lo fa con l’esperienza acquisita dopo anni di “letteratura realtà”, composta di romanzi a metà strada tra narrazione, documento, atti processuali, fatti storici, testimonianze e personaggi desunti dalla storia. Il libro si muove intorno al  corpo di Pasolini – trucidato come una vittima del suo Salò – in un campo di calcio di periferia, uno di quei campetti sterrati che era solito frequentare, dopo un rapporto non consumato con uno dei suoi amati ragazzi di vita.  Pasolini che aveva capito il triste futuro italiano in anticipo, il tormentato e visionario profeta che aveva previsto la cultura della televisione, il consumismo, i riti di massa nei supermercati, il nuovo fascismo in doppio petto e sorrisi, il conformismo nel vestire e nel parlare. E questo suo capire era un pericolo assoluto per chi gestiva nell’ombra il nostro drammatico presente e futuro:  Pasolini stava scrivendo, infatti,  Petrolio, romanzo trafugato e distrutto dai servizi segreti, uscito postumo ma privo di almeno duecento pagine, le parti più scottanti in cui per primo metteva in luce trame segrete che avremmo scoperto a fatica solo molti anni dopo.

Così spiega il perché della scelta di un argomento talmente scomodo lo stesso Anelli: “Ho amato molto Pasolini. Già da ragazzo leggevo le sue poesie su “Vie nuove”, che io avvicinavo a Pascoli e Leopardi. E poi era un eretico, lo sono un po’ anch’io, tanto che fu espulso dal Pci per il suo modo di spiazzare tutti. È vero, nel ’68 disse che era dalla parte dei poliziotti, ma chi erano i contestatori? Ferrara, Liguori, Feltri… Aveva un’incredibile capacità di previsione. Io ho voluto non tanto andare a trovare le prove, quanto scrivere la portata della morte di quest’uomo e il senso di un personaggio così complesso. L’omicidio di Pasolini non lo si vuole risolvere, ci sono ancora i testimoni in grado di ricostruire la vicenda, ma nessuno lo vuole fare.” Una lenta uccisione di  Pasolini cominciata già negli anni cinquanta attraverso una persecuzione continua, culminata all’Idroscalo di Ostia e che prosegue fino ad oggi nel tentativo di offuscare le sue lucide previsioni e la sua portata etica  anche attraverso il ridurre Pasolini ad un fenomeno letterario o di costume.

Un libro estremamente prezioso che nella forma di un romanzo avvince e ci mette a disposizione tutto ciò che sul delitto è stato scoperto fino ad oggi. Ma soprattutto un romanzo-realtà che aiuta ancora di più a comprendere la grandezza della figura di Pasolini e del suo desiderio di aiutarci a crescere in consapevolezza e senso critico e quanto sia tragica la storia del nostro Paese.